Rendita AVS in Svizzera nel 2019: cifre attuali e domande ricorrenti

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Il 1° gennaio 2019 le rendite AVS e AI in Svizzera sono state adeguate al livello dei prezzi e dei salari attuale. Qui di seguito vi forniamo una panoramica sui principali dati chiave correnti e rispondiamo alle domande più frequenti sulla rendita AVS, come ad esempio su come poter colmare lacune contributive o se valga la pena sul piano finanziario un differimento della rendita.

MoneyPark vi offre una consulenza previdenziale completa. Analizziamo in dettaglio la vostra situazione personale e troviamo per voi l’adeguata soluzione previdenziale per ogni fase della vita.

Rendita AVS

1º pilastro: dati chiave attuali sulla rendita AVS

  • Dal 1º gennaio 2019 la rendita minima AVS ammonta mensilmente, nel caso di una durata contributiva completa, a 1185 franchi – ossia 10 franchi di più rispetto al passato.
  • La rendita AVS massima è stata incrementata, in presenza di una durata contributiva completa, di 20 franchi, a 2370 franchi.
  • Per i coniugi il limite massimo (massimale) ammonta attualmente a 3555 franchi, il che corrisponde a un incremento di 30 franchi.
  • Per le persone indipendenti e che non esercitano un’attività lucrativa, il contributo minimo per AVS, AI e IPG (indennità di perdita di guadagno) è stato rialzato di 5 franchi a 482 franchi annuali, il contributo minimo per l’AVS/AI volontaria di 8 franchi a 922 franchi annuali. Il contributo massimo per lo stesso gruppo di persone in relazione a AVS, AI e IPG è stato incrementato di 200 franchi, attestandosi ora a 24'100 franchi.

10 domande frequenti relative alla rendita AVS – qui trovate le risposte

1. Nell’ambito della rendita AVS, il rincaro viene preso in considerazione ogni anno?
No, un adeguamento della rendita AVS all’attuale indice dei salari e dei prezzi ha luogo solo ogni due anni.

2. Si percepisce automaticamente la rendita AVS?
No, la rendita AVS può essere percepita solo se ci si registra presso la cassa di compensazione competente tre mesi prima di compiere 64 anni (donne), risp. 65 anni di età (uomini). In questo modo si garantisce che la rendita venga versata puntualmente.

3. Nell’ambito del calcolo della rendita AVS tutti gli anni contributivi vengono ponderati in modo uguale?
I contributi che risalgono a qualche tempo addietro vengono adeguati al livello attuale tramite un fattore di apprezzamento. È interessante constatare come l'ultimo anno contributivo non venga assolutamente preso in considerazione nel calcolo della rendita. Ad esempio, gli assicurati nati in dicembre versano i contributi AVS per dodici mesi senza poterne mai beneficiare.

4. Vale la pena sul piano finanziario un differimento della rendita?
Con un differimento della rendita AVS si ottiene un notevole incremento. Se si continua a lavorare per un anno dopo il raggiungimento dell'età di pensionamento ufficiale, la rendita AVS aumenta del 5,2%. Se si continua a lavorare per cinque anni interi, la rendita sale di circa un terzo. I coniugi con rendite soggette a un massimale beneficiano di un calcolo preciso del differimento della rendita.

5. Occorre effettuare dei versamenti nell’AVS anche nel caso in cui non si guadagni nulla?
A prescindere dal fatto che si sia un casalingo, una casalinga, uno studente o un privato: tutti devono pagare i contributi AVS. Chi esercita un’attività lucrativa paga dal 1° gennaio dopo aver compiuto 17 anni, gli inattivi dall'anno in cui compiono ventuno anni.

6. Si possono colmare le lacune contributive?
Se mancano degli anni contributivi, la rendita AVS viene ridotta proporzionalmente. Mentre gli uomini necessitano di 44 anni contributivi per evitare lacune, per le donne gli anni sono 43. Possono verificarsi delle lacune, ad esempio, se talvolta avete svolto un'attività lavorativa al di fuori della Svizzera o non avete versato almeno il contributo minimo AVS durante gli studi. I contributi AVS mancanti possono essere pagati successivamente entro cinque anni. Ma anche se questo termine scade, ciò non significa che inevitabilmente insorgeranno delle lacune: se avete già versato contributi AVS prima del ventunesimo anno di età, la cassa di compensazione li utilizza per colmare possibili lacune.

7. Ci si può permettere un prepensionamento solo nel caso in cui si sia guadagnato molto?
Se la rendita AVS viene percepita con un anno di anticipo, quella futura sarà ridotta del 6,8%, con due anni di anticipo del 13,6%. Al fine di compensare tale riduzione, che proseguirà per tutta l'età pensionabile, dovrebbe essere garantita in anticipo la disponibilità di sufficienti risorse finanziarie. Ciononostante un prepensionamento è un’opzione anche per chi guadagna poco, dal momento che, spesso, si ha diritto a prestazioni complementari. Tali prestazioni possono essere richieste già negli anni del prelievo anticipato e contribuiscono a compensare la riduzione della rendita. Attenzione: in caso di prepensionamento continuerete a versare i contributi AVS fino al raggiungimento dell’età pensionabile ufficiale, a meno che il coniuge non eserciti ancora un’attività lucrativa. In questo caso il coniuge che percepisce dei guadagni versa i contributi di entrambe le persone.

8. Quando sussiste un diritto a prestazioni complementari e a un’indennità per grandi invalidi?
Se il percepimento di una rendita AVS o AI non fosse sufficiente o fosse molto ridotto per coprire le esigenze di base della persona assicurata, si ha diritto a prestazioni complementari statali. Le prestazioni complementari devono garantire la copertura delle spese di sostentamento minime nel caso in cui la rendita AVS e gli altri redditi non fossero sufficienti. Spesso sussiste già un diritto a prestazioni complementari se gli introiti totali sono solo minimamente superiori alle spese complessive.

9. Cosa succede con una rendita AVS se un coniuge muore?
In caso di decesso di un coniuge, la rendita AVS dell’altro coniuge viene ricalcolata. Percepisce di conseguenza una rendita AVS come un single, ma con in più una maggiorazione del 20% quale vedova, risp. vedovo.

10. Come mi assicuro che il mio datore di lavoro paghi il contributo AVS?
È opportuno ordinare un estratto del conto AVS individuale ogni cinque anni circa per garantire che il datore di lavoro trasferisca effettivamente anche alla cassa di compensazione i contributi AVS automaticamente detratti dal salario. Se emergono delle lacune, l'AVS ne deve essere informata entro 30 giorni. Tuttavia, l'onere della prova in questo caso è a carico dell’assicurato, il che significa che, in caso di emergenza, dovrebbero essere mantenuti tutti i certificati dei salari.

Ulteriori informazioni sono disponibili nelle nostre pagine di panoramica sui temi della previdenza per la vecchiaia e della pensione.

Mantenimento del tenore di vita abituale con la previdenza privata

Nella maggior parte dei casi, la rendita AVS stessa, insieme al reddito dalla cassa pensioni (2° pilastro), non è sufficiente a mantenere il tenore di vita abituale prima del pensionamento. Proprio nel caso di redditi elevati occorre una previdenza privata del 3° pilastro, in quanto la differenza finanziaria durante il pensionamento è particolarmente elevata. MoneyPark analizza in dettaglio la vostra situazione personale e discute con voi i vostri desideri e obiettivi finanziari per il periodo successivo al pensionamento.

Qui potete saperne di più sulla consulenza in materia previdenziale di MoneyPark.

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